Intervista al presidente

Intervistatore: Giornalista Antonio Florio
testata: Realtà Sannita -  Intervista.

     1) Presidente, quando è stato fondato l’Archeoclub  a Baselice, chi sono stati i soci fondatori e dove era allocata la sede?

 Lei non ci crederà, ma l’Archeoclub di Baselice è stato fondato nel lontano 1982, e precisamente con Delibera del Comitato Direttivo della Sede Nazionale del 22 marzo 1982. I soci fondatori eravamo: Gearardo Marucci, Giuseppe Palmieri, Giulia Marucci, Michele Caserio, Michele Benizio (attuale parroco di Baselice), Francesco Iampietro(attuale parroco di San Bartolomeo in Galdo) e Michele Del Vecchio. In quanto alla sede, poiché eravamo tutti molto giovani, frequentatori dell’Oratorio Parrocchiale e non avevamo la possibilità di permetterci una sede autonoma, chiedemmo all’allora Parroco Don Vittorio Moscato, di poter utilizzare il suddetto Oratorio per le nostre riunioni e attività associative. Successivamente l’Archeclub si trasferì (ma solo per breve tempo) nella casa del sig. Bianco Pasquale in via Castello. Solo successivamente, il Comune di Baselice, ci diede la possibilità di utilizzare i locali ubicati sotto il campanile della chiesa della Madonna delle Grazie in piazza Convento attuale sede diventata storica.

 2) I reperti che sono stati trovati dove sono possibili osservarli?

Durante tutti questi anni, alcuni di noi dell’Archeoclub, ci siamo dedicati con passione alla ricerca di testimonianze archeologiche, paleontologiche, della civiltà contadina, fotografiche, ricerche d’archivio e di tutto quello che poteva essere riconosciuto di valore culturale, per cui moltissimi sono stati i reperti raccolti. Tra i reperti che a me personalmente mi appassionarono molto furono i fossili di Baselice in quanto ne riconoscevo l’importanza scientifica per aver sostenuto un esame di paleontologia alla Facoltà di Scienze Geologiche dell’Università di Napoli, per cui  quanto per puro caso ne trovammo alcuni esemplari quasi buttati in una cassetta dimenticata nella Biblioteca Comunale Carusi (fossili che successivamente ho scoperto provenivano dalla depauperata collezione che i Carusi avevano in casa) li recuperai pensando ad una loro valorizzazione. Successivamente una mostra sui fossili veduta al Museo del Sannio di Benevento, dove erano esposti anche alcuni fossili di Baselice, stimolò il nostro orgoglio, per cui decidemmo di preparare una mostra di fossili con l’esigua e depauperata collezione Carusi e con la notevole quantità di reperti che avevamo rinvenuto durante le successive escursioni in località Omo Morto, Ripa di Troia e Baselice zona Montetto. Per cui a giugno del 1996, fu inaugurata la mostra paleontologica nei locali dell’Avv. Pasquale del Vecchio in via Roma, dove, considerato il successo e l’interesse suscitato,  la raccolta è rimasta esposta per molti anni, fino al 2010. Attualmente i reperti possono essere osservati  nel nascente museo civico di Palazzo Lembo.   

 

3) Il museo dove è stato situato? Cosa contiene? E come è possibile visitarlo?

 A seguito di non poco impegno da parte di questa Associazione, con Delibera di Consiglio del 19 aprile 2012 il Comune di Baselice  ha finalmente deciso di istituire il Museo Civico e Paleontologico del Fortore in uno dei contenitori architettonici di maggiore prestigio per il Comune. Pertanto attualmente i reperti  Paleontologici sono esposti in alcuni dei locali di Palazzo Lembo, in attesa di una migliore sistemazione dovuto al completamento di alcuni altri locali ancora non fruibili. La visita attualmente è possibile effettuarla per appuntamento,  chiamando il Comune di Baselice o l’associazione Archeoclub che provvedono ad organizzare l’apertura.

 

4)      Il territorio di Baselice è ancora fertile in merito alle ricerche di reperti storici e di fossili?

 

Anche se in tutti questi anni vi è stato un grande afflusso di escursionisti che si sono recati nelle località ricche di fossili, raccogliendone ognuno quello che poteva, il territorio è ancora ricco di reperti fossili e durante le arature dei campi, è ancora possibile raccoglierne ai fini di studio. Il territorio del Fortore, essendo situato geograficamente fin dai tempi più remoti in una zona di confine tra popoli diversi, come ad esempio sanniti e apuli, prima della conquista romana, successivamente tra ducato longobardo di Benevento e bizantini, e attualmente  confine di tre regioni, è stato sempre un po’ ignorato dagli studiosi e dai ricercatori.     Ma io credo che il territorio  è anche molto ricco  di reperti e siti storici che devono essere ancora riconosciuti e studiati. Alcuni esempi che si possono citare sono: l’importantissimo sito Neolitico nell’alveo del torrente Cervaro; siti di epoca Sannitica e Romana quale quello di Castelmagno (nel territorio di San Bartolomeo in Galdo), oltre  ad altri meno noti ma numerosi individuati da questa Associazione; siti di epoca medioevale, quali Porcara, Montesaraceno, Sant’Angelo in Vico, Ripa Altino; tutti ricchi di storia e che pochi conoscono, per non parlare poi della ricchissima rete tratturale che attraversava tutta la valle del Fortore dove il punto di incrocio più importante era nei pressi di San Bartolomeo in Galdo.

 5)      Ci parli un po’ dell’ultima iniziativa culturale con cui l’Archeoclub ha collaborato con il Comune di Baselice e l’IPC “E. Medi”?

 Le ultime iniziative che l’Archeoclub di Baselice ha intrapreso negli ultimi tempi, sono legate per lo più al trasferimento che quest’Associazione intente fare al Comune di Baselice, di tutti i reperti e i documenti raccolti in tutti questi anni di attività di volontariato. E’ tempo che questa grande responsabilità passi ad un’istituzione pubblica, non è pensabile che possa ancora andare avanti con il solo frutto di attività di volontariato. Per cui anche il Comune deve fare la sua parte e rendersi consapevole del notevole patrimonio da gestire e valorizzare. Pertanto, appena dopo la deliberazione da parte del Comune per l’istituzione del Museo Civico, è iniziato gradualmente il trasferimento del materiale presso i locali di Palazzo Lembo, dove è stata allestita la Sezione Paleontologica e di Minerali e Rocce. Vi era inoltre anche una notevole quantità di reperti lignei appartenenti alla civiltà contadina che però andava pulita, consolidata e restaurata. Per cui decidemmo di effettuare un corso di base per il recupero dei suddetti reperti, con la collaborazione della Soprintendenza BAPSAE di Caserta e Benevento. Ci fu concorso di molte persone, circa 40 che parteciparono, e per un giorno Palazzo Lembo fu trasformato anche  in laboratorio  per attività artigianali.

Inoltre  circa un anno fa, mi è stata affidata dall’Amministrazione Comunale, il gravoso compito di rimettere in sesto la Biblioteca Carusi, anch’essa derivante dalla donazione testamentaria che la famiglia Carusi fece al Comune di Baselice all’inizio del 1900. Tale compito mi fu dato anche a seguito della minaccia da parte della Regione Campania di esclusione del Comune di Baselice, dal programma di catalogazione SBN in quanto da anni non ottemperava. La Biblioteca  è ricca di testi antichi e moderni, dei quali però manca l’inventario e la catalogazione, per cui per chi volesse usufruire di questo importante servizio pubblico in pratica si troverebbe quasi impossibilitato a farlo. Per porre rimedio a questo stato di cose, proposi all’Amministrazione Comunale e all’Istituto Superiore Enrico Medi, l’organizzazione di un corso finalizzato al veloce apprendimento di come si effettua l’inventario e la catalogazione del libro antico e moderno. Per fare ciò, è stato utilizzato un programma di catalogazione realizzato ad hoc per la Biblioteca di Baselice. Anche per questo corso, che si svolto questa estate nei locali del Comune e presso la Sala multimediale della scuola, ha visto la presenza un notevole afflusso di persone tra studenti e non, interessati alla materia.

Alla fine del Corso, tutti i partecipanti hanno ricevuto un attestato di frequenza nell’ambito dell’organizzazione della giornata europea indetta dalla Scuola Superiore E. Medi presso Palazzo Lembo.

Tra i corsisti sono stati selezionati alcuni volontari che hanno già dato inizio all’importante attività di catalogazione e inventariazione dei libri.

Al riguardo, si tenga presente che quando questo lavoro sarà concluso, l’Archeoclub verserà nella Biblioteca Comunale, la propria Biblioteca interna composta da circa 2000? volumi in massima parte riguardante la storia locale.

 

6)      Quali risultati ha prodotto la catalogazione e l’informatizzazione del libro antico e moderno?

 

Riguardo ai risultati, bisogna distinguere due momenti, il primo può già essere visibile in quanto il sottoscritto, a seguito di un opportuno corso effettuato presso il Settore Musei e Biblioteche della regione Campania, ha iniziato già la catalogazione e informatizzazione del libro moderno con il sistema SBN, per cui può essere già parzialmente  consultabile on-line. Il secondo riguarda la catalogazione del libro antico con un programma interno della Biblioteca e che saranno visibili solo al termine della catalogazione.  A conclusione della catalogazione si darà  modo concretamente a chi lo volesse, di poter ricercare liberamente un testo con procedura informatica  e consultarlo.  Attività che attualmente comprenderete che  per ovvie ragioni non è possibile effettuare. Si sta pensando anche alla possibilità di poter pubblicare gli elenchi in internet e poter effettuare la ricerca anche via web, come sta già avvenendo con la catalogazione con il sistema SBN.

 

7)      Quali altre iniziative ha in cantiere l’Archeoclub di Baselice?

L’Archeoclub di Baselice in quanto tale, avrebbe molte attività in cantiere che reputa importanti da portare avanti,  dico avrebbe perché a livello pratico non vi sono le risorse sia economiche ma soprattutto quelle umane, ma mi piace citare lo stesso alcuni esempi, quali: 1) potenziare le sezioni museali, inserendo prioritariamente quella riguardante l’archeologia, quella etnoantropologica (civiltà contadina), la pinacoteca, la fototeca in modo che Palazzo lembo diventi realmente un contenitore culturale; 2) l’informatizzazione dell’anagrafe antica e dei registri delle nascite e dei defunti dell’Archivio Parrocchiale, in modo che chiunque possa essere messo nelle condizioni di poter effettuare la propria ricerca genealogica; 3) il potenziamento della raccolta e l’archiviazione di foto d’epoca, ma sarebbe interessante (prima che anziani muoiano tutti) di dare un nome ai volti che ancora si riconoscono e creare un archivio fotografico dei volti degli antenati della nostra comunità; 4) Sarebbe anche molto interessante ricercare ed evidenziare le testimonianze dell’antico castello feudale le cui tracce si potrebbero ancora  rinvenire nel giardino pensile di Palazzo Lembo; 5) si potrebbe creare una rete di itinerari turistici a piedi o a cavallo in quanto il territorio del Fortore si offre molto bene all’attività escursionistica, e contestualmente mettere in evidenza alcuni siti di importanza storico-archeologica quali il villaggio preistorico del Torrente Cervaro, gli ex feudi di Porcara, Montesaraceno, Sant’Angelo in Vico, Castelmagno, il percorso dei mulini feudali e del’ex lago San Vincenzo fatto costruire nel 1600 dal feudatario fiorentino Niccolò Ridolfi, valorizzare l’area di San Giovanni a Mazzocca con la creazione di itinerari turistico-religiosi legati alla vita del Santo da Tufara   ecc…, si avrebbero in cantiere molte iniziative, ma considerata l’età dell’associazione da un punto di vista anagrafico,  nel concreto non ha più molte iniziative da proporre, considerato anche che non vi è stato un ricambio generazionale dell’Associazione. Ma come chiusura dell’attività associativa, si sta cercando di portare almeno a termine la rifunzionalizzazione della Biblioteca Comunale così come detto innanzi e il definitivo allestimento del Museo Civico, ma per fare questo non basta solo l’attività di volontariato, ma un impegno di risorse anche da parte dell’Amministrazione Comunale in quanto il lavoro da svolgere è ancora notevole. In sostanza dopo la concretizzazione di queste due attività che si spera di consegnare ai posteri, l’Archeolcub di Baselice  potrà considerare conclusa la sua attività associazionistica e di volontariato. A questo punto mi sento il dovere di ringraziare tutti gli amici e i soci, dei quali due in particolare,  quali Antonio Virgilio e Costantino Maddalena che in tutti questi anni, hanno lavorato nell’ombra ed in silenzio e hanno creduto alla valorizzazione dei beni culturali della nostra terra.   

  8)      Il Museo potrebbe essere per il Comune di Baselice un’attrazione turistica?

 Senz’altro, il Museo Civico, se organizzato nella maniera giusta, potrebbe essere per il paese uno dei motori trainanti del  turistismo, chiaramente da solo esso non sarebbe in grado di richiamare turismo, ma unito a molte altre attività che il Fortore offre,  potrebbe essere un motivo in più per mettere in movimento la complicata macchina del turismo. Il turista, quando si reca in un posto oltre a rilassarsi fisicamente e psichicamente, la sua mente vuole essere anche stimolata e incuriosita dalle attività locali, dalla storia, e dalle particolarità che vanno scomparendo, per cui se al Museo Civico, si associano le attività di escursioni naturalistiche, e la buona cucina locale, penso che l’area del Fortore potrebbe essere un bacino molto accogliente e appetibile al turista che spesso arriva da realtà completamente diverse e spesso caotiche.

 

 

9)      Il Museo potrebbe essere affiancato ad altre attrattive locali per contribuire al decollo turistico di Baselice e quali potrebbero essere?

 Si,  come ho accennato prima, il Museo da solo non  riuscirebbe ad esplicare una funzione tale da richiamare flussi turistici. Per dare l’idea, mi piace paragonarlo ad uno strumento musicale che suona da solo, ma se a questo strumento ne affianchiamo molti altri, allora sì che diventerebbe una vera orchestra che potrebbe suonare opere sinfoniche ed attrarre più interessi. Secondo il mio modo di vedere, vi sarebbero sicuramente altre attrattive locali che se esplicate nella maniera giusta, potrebbe realmente contribuire al decollo turistico. Chiaramente a questo punto, bisogna guardare le cose da un punto di vista più ampio, nel senso che oltre alle attrattive di Baselice,  bisognerebbe  guardare all’intero territorio del Fortore. Ma già il Museo Civico potrebbe potenziare e valorizzare le sue attrattive, aumentare le sezioni espositive, ma soprattutto dare impulso a quelle attività, anche di tipo artigianale,  di recupero e di restauro dei reperti posseduti. Mi riferisco al recupero dei reperti lignei e ferrosi con appositi prodotti, di cui un saggio già è stato dato nell’estate del 2012; al restauro e al recupero dei reperti fossili a cui affiancare anche una riproduzione di calchi per il turista che vorrebbe portarsi via un ricordo; si potrebbe creare anche una scuola di restauro di reperti archeologici, dei quali ne possediamo una notevole quantità in attesa di essere esposti quando Palazzo Lembo sarà completato. In sostanza il Museo Civico, non dovrebbe essere solo un semplice contenitore culturale, ma potrebbe diventare anche un grande laboratorio dove possono essere esplicate alcune attività che difficilmente si trovano sul mercato. Inoltre il Museo potrebbe essere il punto informativo da cui partire per valorizzare altri siti siti del territorio che racchiudono un valore storico, ambientale e naturalistico, un esempio potrebbe essere il percorso dei Mulini ad acqua, in questo caso basterebbe ripristinare il vecchio lago S. Vincenzo ed il percorso del “marraone”, che era la condotta d’acqua che alimentava i sottostanti sette mulini ad acqua lungo il vallone San Vincenzo. Il percorso si trova in un luogo incontaminato della natura che già solo questo aspetto appagherebbe l’escursionista. Ma se lungo questo percorso si predispongono delle tappe con aree attrezzate  agli antichi mulini del settecento e ottocento, con tappa finale il Lago San Vincenzo ripristinato, e a qualche  agriturismo che dovrebbe nascere,  risulterebbe realmente un percorso molto appetibile. Questo itinerario  potrebbe anche continuare spingendosi ancora più a valle, lungo il tratturo  che porta a Castelmagno, che nel comune di Baselice costeggia il torrente Cervaro, giungere all’importante sito preistorico esistente nei pressi dell’incrocio con il Fortore, quindi valorizzare ed evidenziare il sito Neolitico ivi esistente.  Il Percorso potrebbe ancora continuare lungo il percorso tratturale e attraversando il fiume fortore salire verso Castelmagno, importante antico insediamento che porta in se le tracce di epoca sannitica, romana e medioevale.  Insomma, io ne ho citato solo una delle risorse che si potrebbero valorizzare, ma ve ne sarebbero ancora molte altre.